L’Energy Manager nella Pubblica Amministrazione
22 Giugno 2018
ULTIMA NEWSARCHIVIO

L’Energy Manager è una figura fondamentale per la promozione dell’uso razionale dell’energia, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico. Nel caso della PA ai benefici energetici ed economici ottenibili da un uso corretto dell’energia si aggiunge l’azione esemplare verso la cittadinanza che dovrebbe essere un driver costantemente presente all’interno dello scelte. La guida redatta da FIRE, il soggetto che dal 1992 gestisce le nomine degli Energy Manager su incarico del MISE, ha per obiettivo di:

  • fornire un quadro aggiornato degli obblighi connessi alla nomina, descrivendo brevemente anche le procedure per adempiere alla nomina stessa;
  • descrivere i principali strumenti e opportunità legati alla nomina.
  • Energy Manager e aspetti connessi alla nomina Introduzione
  • La dizione Energy Manager rimanda in generale ad un soggetto che ha il compito di gestire ciò che attiene all’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico o più in generale una struttura, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili. Questo si traduce in un ruolo differente a seconda delle caratteristiche dimensionali della struttura considerata.

Analizzando i dati del rapporto FIRE 2016 (quindi dati 2015) si osserva che per i settori della PA è possibile stimare un’inadempienza pari ad almeno il 50% degli aventi obbligo.

L’Energy Manager ai sensi della legge 10/1991

Quando in Italia si parla di Energy Manager ci si riferisce in genere al tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, una figura introdotta dalla legge 10/1991 al fine di promuovere il controllo dei consumi e la diffusione di buone pratiche. La soglia oltre la quale diventa obbligatoria la nomina, espressa in tonnellate equivalenti di petrolio (tep), è per le PA pari a 1.000 tep/anno.

Volendo fornire un riferimento, 1.000 tep corrispondono a circa 1,2 milioni di mc di gas naturale o a circa 5,3 kWh di energia. Si sottolinea che la soglia d’obbligo è unicamente espressa in termini energetici, non rilevando a questi fini il numero di abitanti o i dipendenti dell’ente. In particolare si segnala agli Enti Locali sopra i 10.000 abitanti di procedere annualmente alla verifica del raggiungimento della soglia d’obbligo.
Secondo la legge l’incarico di tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia consiste in prima battuta nella raccolta e nell’analisi dei dati sui consumi energetici e nella promozione dell’uso efficiente dell’energia nella propria struttura. Uno stesso Energy Manager può essere nominato da più realtà nominanti.

Oltre gli obblighi di legge, un Energy Manager può essere presente in qualunque realtà per la quale si ravvisi l’utilità di individuare azioni di razionalizzazione negli usi dell’energia. La nomina può pertanto essere effettuata anche qualora i consumi siano al di sotto delle soglie di legge, seguendo le stesse procedure previste per la nomina dei soggetti obbligati.

Energy Manager ed EGE

Per non ingenerare confusione sui ruoli, conviene spendere qualche parola sulla figura dell’EGE. Anche per comprenderne le differenze rispetto all’Energy Manager. Se l’Energy Manager è il ruolo attribuito a chi si occupa di gestire l’energia in modo efficiente all’interno di un’impresa o di un ente, l’EGE è una qualifica garantita da certificazione di parte terza che può essere accordata a persone che abbiano maturato un’esperienza sul campo e un know-how considerevole nell’energy management. Evidentemente un Energy Manager può essere EGE, anche se non ci sono obblighi in tal senso. L’EGE diventa tale in seguito a un processo di certificazione svolto in accordo con uno schema di accreditamento approvato dal MISE, che consente di verificare il rispetto dei requisiti della norma UNI CEI 11339 sugli esperti in gestione dell’energia.

Perché nominare un Energy Manager?

Un Energy Manager competente, specie se messo in condizioni di operare al meglio attraverso un inquadramento opportuno ed eventuali deleghe, consente all’ente di ottenere:

  • il monitoraggio dei consumi energetici attraverso opportuni indicatori di prestazione;
  • l’individuazione di interventi mirati alla riduzione o eliminazione degli sprechi esistenti;
  • l’individuazione di interventi per la riqualificazione energetica di edifici e impianti tecnologici;
  • la riduzione dei costi energetici e le emissioni di CO2 o altri inquinanti, l’aumento del valore patrimoniale e il miglioramento del comfort, con benefici multipli per l’ente e gli utenti;
  • il supporto nell’accesso a schemi di incentivazione, quali il Conto Termico 2.0 o i certificati bianchi, e a bandi e fondi mirati alla promozione dell’uso razionale dell’energia;
  • un supporto per la definizione di gare con contratti a prestazioni energetiche garantite (EPC) per la riqualificazione energetica degli edifici e degli impianti senza gravare sul bilancio economico dell’ente;
  • il rispetto delle normative energetiche e un percorso in linea con l’Accordo sul clima di Parigi e con il Patto dei Sindaci;
    un supporto nella definizione di politiche territoriali;

Come procedere: tempistiche e modalità

La nomina va effettuata secondo le seguenti modalità:

  • soggetti obbligati: 30 aprile di ogni anno, ex art. 19 legge 10/1991. I consumi di riferimento per il calcolo delle soglie sono quelli dell’anno antecedente l’anno della nomina;
  • soggetti che procedono volontariamente alla nomina: in qualunque momento dell’anno, fermo restando la scadenza del 30 aprile per gli anni successivi, come previsto al punto 5) della nota esplicativa della Circolare MISE del 18 dicembre 2014;

A seguito della circolare MISE del 2014, la FIRE ha predisposto una piattaforma web (NEMO) per l’inserimento dei dati che è, oggi, l’unico canale per l’invio della nomina. Il processo di nomina è articolato in due fasi:

  • accreditamento dell’ente (una tantum);
  • inserimento dei dati dell’Energy Manager (annualmente);

Nomina non effettuata, in ritardo o errata

Con il D.p.R. 380 del 6 giugno 2001 all’articolo 132 comma 8 si statuisce che “l’inosservanza della disposizione che impone la nomina ai sensi dell’articolo 19 della legge 9 gennaio 1991 n. 10, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 5.164 euro e non superiore a 51.645 euro”.

E’ anche possibile che l’ente non abbia provveduto alla nomina entro il 30 aprile, pur essendo obbligato. In questi casi è comunque opportuno provvedere appena possibile. Il sistema registrerà in ogni caso la nomina. Non sono previste sanzioni in merito all’errata compilazione della nomina, salvo il caso di dichiarazione false o mandaci.

Compiti e ruoli

All’Energy Manager vengono attribuiti dalla legislazione una serie di compiti e di adempimento da espletare. L’art. 19 della legge 10/1991 prevede che l’Energy Manager:

  • individui le azioni, gli interventi, le procedure e quant’altro necessario per promuovere l’uso razionale dell’energia;
  • assicuri la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali;
  • predisponga i dati energetici necessari per la comunicazione obbligatoria.

A queste azioni di base si aggiunge la richiesta del D.Lgs. 192/2005 di far validare all’Energy Manager nominato le relazioni tecniche di progetto relative agli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, predisposte per nuovi edifici, ristrutturazioni importanti e interventi di riqualificazione energetica. Inoltre l’Energy Manager assume il ruolo di tecnico di controparte incaricato di monitorare lo stato dei lavori e la corretta esecuzione delle prestazioni previste dai contratti di Servizio Energia, qualora il committente sia un ente pubblico soggetto all’obbligo di nomina.

Inoltre le PA hanno la possibilità di accedere a diversi tipi di incentivi o finanziamenti per efficientare i propri immobili e impianti. Il conto termico, intende premiare gli interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche che le Pubbliche Amministrazioni intendono realizzare. Per l’efficienza energetica si hanno: coibentazione delle pareti e delle coperture, sostituzione di serramenti, installazione di schermature solari, trasformazione degli edifici esistenti in “NZEB”, illuminazione d’interni, tecnologie di building automation. Per le rinnovabili termiche si hanno: sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza quali caldaie a condensazione, pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria, caldaie, stufe e termocamini a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore, installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo. Le Amministrazioni hanno inoltre facoltà di accedere all’incentivo con la modalità detta “prenotazione”, in cui sotto specifiche condizioni il richiedente può ottenere un acconto sull’incentivo e il saldo a fine lavori.

Il ruolo dell’energy manager di una PA all’interno di entrambe le citate forme incentivanti può essere almeno relativo ai seguenti punti:

  • prevalutazione della convenienza dell’incentivo associato al potenziale risparmio;
  • stesura dei piani di efficientamento;
  • scelta dei dispositivi in conformità ai requisiti previsti dai Decreti di riferimento e dalle linee guida dei Ministeri e/o gestori competenti e contrattazione con i fornitori per la fornitura di dispositivi il più possibile dotati di misuratori (che torneranno utili nel monitoraggio);
  • gestione o supporto al decisore nella gestione delle pratiche di richiesta dell’incentivo o finanziamento;
  • controllo del mantenimento dei requisiti dei dispositivi per il periodo di percepimento dell’incentivo e, se previsto, anche successivo (e.g. per il conto termico i requisiti vanno mantenuti anche nei 5 anni successivi al termine del periodo incentivante);
  • ricoprire il ruolo di controparte nel caso di subentro di una ESCO (nel conto termico è concesso, a scelta dell’Amministrazione, di avvalersi di una ESCO purché certificata);
  • occuparsi della reportistica interna ed esterna (in particolare rivolta alla cittadinanza per evidenziare i benefì ci ottenuti).

Di seguito l’elenco della normativa di riferimento per il settore:

legge 9 gennaio 1991 n. 10, art. 19: obbligo di nomina e definizione delle attività dell’Energy Manager nominato;
circolare MiSE 18 dicembre 2014: linee guida per la nomina dell’Energy Manager;
D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192, art. 8 comma 1 e s.m.i.: obbligo per gli Energy manager della P.A. di validare le relazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici di proprietà dell’ente nominante;
D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115, allegato II comma 4 lettera p: l’Energy Manager deve svolgere il ruolo di controparte nei contratti di servizio energia destinati alla PA;
D.M. 11 gennaio 2017, allegato I punto 4: è stabilito che le proposte di certificati bianchi devono contenere nella documentazione da trasmettere, pena inammissibilità, una serie di informazioni, tra cui: “nel caso in cui il soggetto proponente o il soggetto titolare del progetto sia un soggetto obbligato alla nomina del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ai sensi dell’art. 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, idonea documentazione comprovante l’avvenuta nomina per l’anno in corso. Tale requisito deve essere rispettato per tutta la durata della vita utile del progetto e può essere soggetto a verifica in sede ispettiva”.

Efase srl è a Vostra disposizione per approfondire, senza costi e senza alcun impegno per l’Amministrazione, la figura dell’Energy Manager e le opportunità per il Vostro Ente derivanti dalla nomina.

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Regione Lombardia stanzia oltre due milioni per realizzare le diagnosi energetiche in favore di piccole e medie imprese

Fondi a piccole e medie imprese per diagnosi energetiche

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, e di concerto con l’assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli, ha deliberato lo stanziamento di oltre due milioni di euro per incentivare le piccole e medie imprese (le cosiddette PMI) a realizzare le diagnosi energetiche. Parallelamente è stata inoltre approvata la convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per il cofinanziamento della relativa misura di sostegno.

Il cofinanziamento regionale e ministeriale

La misura coglie l’opportunità di concedere finanziamenti alle PMI per realizzare la diagnosi energetica o l’adesione al sistema di gestione ISO 50001 della propria sede produttiva mediante l’utilizzo di un cofinanziamento ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente. Per dare seguito alla relativa misura di incentivazione, sarà pertanto stipulata una convenzione, con cui saranno definite tutte le modalità in base alle quali saranno concessi i finanziamenti alle PMI e sarà erogata a Regione Lombardia la quota di cofinanziamento statale. La spesa prevista ammonta a 2.238.750,00 di cui 1.567.125 euro finanziati dallo Stato e 671.625,00 euro finanziati da Regione Lombardia, da ripartire al 50% sul bilancio 2020 e 50% sul bilancio 2021. La manovra avrà effetto sull’intero territorio regionale.

Il commento dell’assessore Cattaneo

«Regione Lombardia, con l’approvazione di questa delibera, guarda all’ambiente: l’energia più pulita e meno costosa è l’energia che non si consuma. Nel breve periodo, la politica più efficace per il contrasto ai cambiamenti climatici e per la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, è l’efficientamento energetico. Si aprono davanti a noi nuove sfide rispetto all’efficienza energetica per evitare sprechi e dispersioni fattore che riguarda tutti i settori economici, a partire da chi produce energia a chi produce beni e servizi. Ecco come un beneficio per il clima diventa anche un’opportunità di sviluppo e di ammodernamento per il nostro territorio».

Il commento dell’assessore Mattinzoli

«Con questo provvedimento confermiamo la nostra attenzione al mondo produttivo. In questo modo teniamo alto il livello non solo dell’efficienza, ma soprattutto della lungimiranza e della capacità di tradurre in atti concreti e utili i bisogni di tutto il nostro tessuto imprenditoriale. Queste misure dimostrano che la Giunta della Lombardia guarda a chi investe e crea lavoro, nel rispetto dell’ambiente con una vision orientata alle future generazioni».

L’Energy Manager nella Pubblica Amministrazione

L’Energy Manager è una figura fondamentale per la promozione dell’uso razionale dell’energia, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico. Nel caso della PA ai benefici energetici ed economici ottenibili da un uso corretto dell’energia si aggiunge l’azione esemplare verso la cittadinanza che dovrebbe essere un driver costantemente presente all’interno dello scelte. La guida redatta da FIRE, il soggetto che dal 1992 gestisce le nomine degli Energy Manager su incarico del MISE, ha per obiettivo di:

  • fornire un quadro aggiornato degli obblighi connessi alla nomina, descrivendo brevemente anche le procedure per adempiere alla nomina stessa;
  • descrivere i principali strumenti e opportunità legati alla nomina.
  • Energy Manager e aspetti connessi alla nomina Introduzione
  • La dizione Energy Manager rimanda in generale ad un soggetto che ha il compito di gestire ciò che attiene all’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico o più in generale una struttura, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili. Questo si traduce in un ruolo differente a seconda delle caratteristiche dimensionali della struttura considerata.

Analizzando i dati del rapporto FIRE 2016 (quindi dati 2015) si osserva che per i settori della PA è possibile stimare un’inadempienza pari ad almeno il 50% degli aventi obbligo.

L’Energy Manager ai sensi della legge 10/1991

Quando in Italia si parla di Energy Manager ci si riferisce in genere al tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, una figura introdotta dalla legge 10/1991 al fine di promuovere il controllo dei consumi e la diffusione di buone pratiche. La soglia oltre la quale diventa obbligatoria la nomina, espressa in tonnellate equivalenti di petrolio (tep), è per le PA pari a 1.000 tep/anno.

Volendo fornire un riferimento, 1.000 tep corrispondono a circa 1,2 milioni di mc di gas naturale o a circa 5,3 kWh di energia. Si sottolinea che la soglia d’obbligo è unicamente espressa in termini energetici, non rilevando a questi fini il numero di abitanti o i dipendenti dell’ente. In particolare si segnala agli Enti Locali sopra i 10.000 abitanti di procedere annualmente alla verifica del raggiungimento della soglia d’obbligo.
Secondo la legge l’incarico di tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia consiste in prima battuta nella raccolta e nell’analisi dei dati sui consumi energetici e nella promozione dell’uso efficiente dell’energia nella propria struttura. Uno stesso Energy Manager può essere nominato da più realtà nominanti.

Oltre gli obblighi di legge, un Energy Manager può essere presente in qualunque realtà per la quale si ravvisi l’utilità di individuare azioni di razionalizzazione negli usi dell’energia. La nomina può pertanto essere effettuata anche qualora i consumi siano al di sotto delle soglie di legge, seguendo le stesse procedure previste per la nomina dei soggetti obbligati.

Energy Manager ed EGE

Per non ingenerare confusione sui ruoli, conviene spendere qualche parola sulla figura dell’EGE. Anche per comprenderne le differenze rispetto all’Energy Manager. Se l’Energy Manager è il ruolo attribuito a chi si occupa di gestire l’energia in modo efficiente all’interno di un’impresa o di un ente, l’EGE è una qualifica garantita da certificazione di parte terza che può essere accordata a persone che abbiano maturato un’esperienza sul campo e un know-how considerevole nell’energy management. Evidentemente un Energy Manager può essere EGE, anche se non ci sono obblighi in tal senso. L’EGE diventa tale in seguito a un processo di certificazione svolto in accordo con uno schema di accreditamento approvato dal MISE, che consente di verificare il rispetto dei requisiti della norma UNI CEI 11339 sugli esperti in gestione dell’energia.

Perché nominare un Energy Manager?

Un Energy Manager competente, specie se messo in condizioni di operare al meglio attraverso un inquadramento opportuno ed eventuali deleghe, consente all’ente di ottenere:

  • il monitoraggio dei consumi energetici attraverso opportuni indicatori di prestazione;
  • l’individuazione di interventi mirati alla riduzione o eliminazione degli sprechi esistenti;
  • l’individuazione di interventi per la riqualificazione energetica di edifici e impianti tecnologici;
  • la riduzione dei costi energetici e le emissioni di CO2 o altri inquinanti, l’aumento del valore patrimoniale e il miglioramento del comfort, con benefici multipli per l’ente e gli utenti;
  • il supporto nell’accesso a schemi di incentivazione, quali il Conto Termico 2.0 o i certificati bianchi, e a bandi e fondi mirati alla promozione dell’uso razionale dell’energia;
  • un supporto per la definizione di gare con contratti a prestazioni energetiche garantite (EPC) per la riqualificazione energetica degli edifici e degli impianti senza gravare sul bilancio economico dell’ente;
  • il rispetto delle normative energetiche e un percorso in linea con l’Accordo sul clima di Parigi e con il Patto dei Sindaci;
    un supporto nella definizione di politiche territoriali;

Come procedere: tempistiche e modalità

La nomina va effettuata secondo le seguenti modalità:

  • soggetti obbligati: 30 aprile di ogni anno, ex art. 19 legge 10/1991. I consumi di riferimento per il calcolo delle soglie sono quelli dell’anno antecedente l’anno della nomina;
  • soggetti che procedono volontariamente alla nomina: in qualunque momento dell’anno, fermo restando la scadenza del 30 aprile per gli anni successivi, come previsto al punto 5) della nota esplicativa della Circolare MISE del 18 dicembre 2014;

A seguito della circolare MISE del 2014, la FIRE ha predisposto una piattaforma web (NEMO) per l’inserimento dei dati che è, oggi, l’unico canale per l’invio della nomina. Il processo di nomina è articolato in due fasi:

  • accreditamento dell’ente (una tantum);
  • inserimento dei dati dell’Energy Manager (annualmente);

Nomina non effettuata, in ritardo o errata

Con il D.p.R. 380 del 6 giugno 2001 all’articolo 132 comma 8 si statuisce che “l’inosservanza della disposizione che impone la nomina ai sensi dell’articolo 19 della legge 9 gennaio 1991 n. 10, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 5.164 euro e non superiore a 51.645 euro”.

E’ anche possibile che l’ente non abbia provveduto alla nomina entro il 30 aprile, pur essendo obbligato. In questi casi è comunque opportuno provvedere appena possibile. Il sistema registrerà in ogni caso la nomina. Non sono previste sanzioni in merito all’errata compilazione della nomina, salvo il caso di dichiarazione false o mandaci.

Compiti e ruoli

All’Energy Manager vengono attribuiti dalla legislazione una serie di compiti e di adempimento da espletare. L’art. 19 della legge 10/1991 prevede che l’Energy Manager:

  • individui le azioni, gli interventi, le procedure e quant’altro necessario per promuovere l’uso razionale dell’energia;
  • assicuri la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali;
  • predisponga i dati energetici necessari per la comunicazione obbligatoria.

A queste azioni di base si aggiunge la richiesta del D.Lgs. 192/2005 di far validare all’Energy Manager nominato le relazioni tecniche di progetto relative agli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, predisposte per nuovi edifici, ristrutturazioni importanti e interventi di riqualificazione energetica. Inoltre l’Energy Manager assume il ruolo di tecnico di controparte incaricato di monitorare lo stato dei lavori e la corretta esecuzione delle prestazioni previste dai contratti di Servizio Energia, qualora il committente sia un ente pubblico soggetto all’obbligo di nomina.

Inoltre le PA hanno la possibilità di accedere a diversi tipi di incentivi o finanziamenti per efficientare i propri immobili e impianti. Il conto termico, intende premiare gli interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche che le Pubbliche Amministrazioni intendono realizzare. Per l’efficienza energetica si hanno: coibentazione delle pareti e delle coperture, sostituzione di serramenti, installazione di schermature solari, trasformazione degli edifici esistenti in “NZEB”, illuminazione d’interni, tecnologie di building automation. Per le rinnovabili termiche si hanno: sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza quali caldaie a condensazione, pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria, caldaie, stufe e termocamini a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore, installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo. Le Amministrazioni hanno inoltre facoltà di accedere all’incentivo con la modalità detta “prenotazione”, in cui sotto specifiche condizioni il richiedente può ottenere un acconto sull’incentivo e il saldo a fine lavori.

Il ruolo dell’energy manager di una PA all’interno di entrambe le citate forme incentivanti può essere almeno relativo ai seguenti punti:

  • prevalutazione della convenienza dell’incentivo associato al potenziale risparmio;
  • stesura dei piani di efficientamento;
  • scelta dei dispositivi in conformità ai requisiti previsti dai Decreti di riferimento e dalle linee guida dei Ministeri e/o gestori competenti e contrattazione con i fornitori per la fornitura di dispositivi il più possibile dotati di misuratori (che torneranno utili nel monitoraggio);
  • gestione o supporto al decisore nella gestione delle pratiche di richiesta dell’incentivo o finanziamento;
  • controllo del mantenimento dei requisiti dei dispositivi per il periodo di percepimento dell’incentivo e, se previsto, anche successivo (e.g. per il conto termico i requisiti vanno mantenuti anche nei 5 anni successivi al termine del periodo incentivante);
  • ricoprire il ruolo di controparte nel caso di subentro di una ESCO (nel conto termico è concesso, a scelta dell’Amministrazione, di avvalersi di una ESCO purché certificata);
  • occuparsi della reportistica interna ed esterna (in particolare rivolta alla cittadinanza per evidenziare i benefì ci ottenuti).

Di seguito l’elenco della normativa di riferimento per il settore:

legge 9 gennaio 1991 n. 10, art. 19: obbligo di nomina e definizione delle attività dell’Energy Manager nominato;
circolare MiSE 18 dicembre 2014: linee guida per la nomina dell’Energy Manager;
D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192, art. 8 comma 1 e s.m.i.: obbligo per gli Energy manager della P.A. di validare le relazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici di proprietà dell’ente nominante;
D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115, allegato II comma 4 lettera p: l’Energy Manager deve svolgere il ruolo di controparte nei contratti di servizio energia destinati alla PA;
D.M. 11 gennaio 2017, allegato I punto 4: è stabilito che le proposte di certificati bianchi devono contenere nella documentazione da trasmettere, pena inammissibilità, una serie di informazioni, tra cui: “nel caso in cui il soggetto proponente o il soggetto titolare del progetto sia un soggetto obbligato alla nomina del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ai sensi dell’art. 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, idonea documentazione comprovante l’avvenuta nomina per l’anno in corso. Tale requisito deve essere rispettato per tutta la durata della vita utile del progetto e può essere soggetto a verifica in sede ispettiva”.

Efase srl è a Vostra disposizione per approfondire, senza costi e senza alcun impegno per l’Amministrazione, la figura dell’Energy Manager e le opportunità per il Vostro Ente derivanti dalla nomina.

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