Nuovi incentivi a sostegno dell’Efficienza Energetica dal Fondo Nazionale
17 Luglio 2020
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A sostegno delle amministrazioni comunali del territorio nazionale e delle imprese il Ministero dello sviluppo economico, con decreto interministeriale del 22 dicembre 2017, e come previsto dal decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014, ha istituito un contributo a fondo perduto, denominato Fondo Nazionale Efficienza Energetica, a favore di interventi di efficientamento energetico necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi.

L’obbiettivo del Fondo

Il Fondo sostiene gli interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su immobili, impianti e processi produttivi, con l’obbiettivo specifico di ridurre i consumi di energia nei processi industriali, realizzare e ampliare le reti di teleriscaldamento, efficientare i servizi e le infrastrutture pubbliche (specialmente per quanto riguarda l’illuminazione) e riqualificare sotto il profilo energetico gli edifici.

Risorse del Fondo e ripartizione

Il Fondo ha una natura rotativa e si articola in due sezioni concernenti una la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento e l’altra l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato. Le risorse finanziarie stanziate per l’incentivo ammontano a 310 milioni di euro, venendo suddivise per un 70% tra i finanziamenti agevolati e per un 30% tra le garanzie, a sua volta suddivise tra una riserva del 30% per gli interventi riguardanti reti o impianti di riscaldamento e uno stanziamento del 20% per la concessione di finanziamenti riservati alla PA. Le agevolazioni concesse ai privati sono inoltre cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali nel limite del Regolamento de minimis laddove applicabile, o entro le intensità di aiuto massime consentite dalla vigente normativa dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato. Per quanto concerne la Pubblica Amministrazione le agevolazioni risultano cumulabili con altri incentivi, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo pari al 100 per cento dei costi ammissibili.

I 500 milioni di euro, gestiti da Invitalia sulla base di apposita convenzione con il ministero dello Sviluppo Economico e il ministero dell’Ambiente, è ripartito tra i Comuni italiani in funzione del numero di abitanti residenti in ciascun Comune alla data del 1 gennaio 2018, come di seguito indicato:

Ai Comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 50.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 70.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 90.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 130.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 170.000,00;

Ai Comuni con popolazione superiore compresa tra 100.001 e 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 210.000,00;

Ai Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 250.000,00.

 Oggetto del finanziamento

Tra gli interventi finanziabili più rilevanti sono segnalati quelli a favore dell’efficientamento energetico, specialmente per l’illuminazione pubblica, il risparmio energetico degli edifici pubblici, l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e lo sviluppo territoriale sostenibile, a partire dalla mobilità sostenibile, l’adeguamento e messa in sicurezza delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, assieme all’abbattimento delle barriere architettoniche. L’erogazione del contributo avviene in due quote: la prima, pari al 50% del contributo assegnato, a seguito della verifica da parte del Ministero del rispetto del termine di inizio lavori, mentre il saldo, pari alla differenza tra la spesa effettivamente sostenuta per la realizzazione del progetto e la quota già erogata, è corrisposto solo a seguito del collaudo dell’intervento realizzato.

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Una grande occasione energetica per le Piccole e Medie imprese lombarde

Le imprese lombarde possono giovare di un importante contributo per la realizzazione della diagnosi energetica o l’adozione della norma ISO 50001. Il contributo a fondo perduto, destinato alle Piccole e Medie Imprese, è finalizzato a coprire il 50% delle spese ammissibili al netto dell’IVA, per la realizzazione di diagnosi energetiche o per l’adozione del sistema di gestione ISO 50001 in ognuna delle sedi operative in cui svolge la propria attività la PMI, fino ad un massimo di 10 sedi operative.

Le diagnosi energetiche come obiettivo

Il bando è finalizzato all’efficientamento energetico delle Piccole e Medie Imprese, invitandole a realizzare la diagnosi energetica o ad aderire al sistema di gestione dell’energia ISO 50001 in una o più delle sedi operative situate in Lombardia, fino a un massimo di dieci, in cui l’impresa svolge la propria attività. Inoltre i contributo potrà essere prevalentemente usurfruibile da parte delle imprese la cui attività comporta notevoli consumi energetici, pur senza rientrare nella definizione di impresa energivora di cui al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 21.12.2017. Nello specifico il bando è destinato alle Piccole e Medie Imprese con codice ATECO B (Estrazione di minerali da cave e miniere) o C (Attività manifatturiere), in relazione a sedi operative ubicate in Lombardia e che rispondano ai criteri del punto A3 del bando.

Tempistiche e contributi

La somma delle risorse disponibili ammonta a 2.238.750,00 euro. Le domande possono essere attualmente presentate, a partire dal 24 febbraio 2020, e saranno presentabili sino al 31 marzo 2022 (salvo esaurimento anticipato delle risorse). Per ciascuna sede operativa il contributo non potrà superare € 8.000,00 per la diagnosi energetica e € 16.000,00 per l’adozione del sistema di gestione ISO 50001.

Il contributo consiste in un fondo perduto del 50% delle spese ammissibili sostenute (al netto di IVA), erogato in unica tranche in seguito a rendicontazione. Per la diagnosi energetica il contributo massimo sarà di € 8.000,00 per ogni sede operativa (max 10), mentre per l’adesione a ISO 50001 sarà pari a € 16.000,00 per ogni sede operativa (max 10).

Domanda di partecipazione

La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata, pena la non ammissibilità, dal soggetto richiedente obbligatoriamente in forma telematica per mezzo del Sistema Informativo Bandi online disponibile all’indirizzo: www.bandi.servizirl.it

Di seguito il link per accedere direttamente al bando sul sito Bandi online: https://www.bandi.servizirl.it/procedimenti/bando/RLT12020009582

La domanda deve essere corredata dei seguenti allegati da caricare elettronicamente sul sistema informativo:

allegato A (dichiarazione di possesso dei requisiti);

allegato B (dichiarazione relativa al rispetto del regime de minims);

allegato C (incarico per la sottoscrizione digitale e presentazione telematica della domanda di partecipazione al bando);

preventivi di spesa per la realizzazione degli interventi oggetto di contributo, compatibili con la tipologia delle spese ammissibili.

Ai fini della determinazione della data di presentazione della domanda verrà considerata esclusivamente la data e l’ora di avvenuta protocollazione elettronica tramite il sistema Bandi online, come indicato nel bando.

 

L’Energy Manager nella Pubblica Amministrazione

A sostegno delle amministrazioni comunali del territorio nazionale e delle imprese il Ministero dello sviluppo economico, con decreto interministeriale del 22 dicembre 2017, e come previsto dal decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014, ha istituito un contributo a fondo perduto, denominato Fondo Nazionale Efficienza Energetica, a favore di interventi di efficientamento energetico necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi.

L’obbiettivo del Fondo

Il Fondo sostiene gli interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su immobili, impianti e processi produttivi, con l’obbiettivo specifico di ridurre i consumi di energia nei processi industriali, realizzare e ampliare le reti di teleriscaldamento, efficientare i servizi e le infrastrutture pubbliche (specialmente per quanto riguarda l’illuminazione) e riqualificare sotto il profilo energetico gli edifici.

Risorse del Fondo e ripartizione

Il Fondo ha una natura rotativa e si articola in due sezioni concernenti una la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento e l’altra l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato. Le risorse finanziarie stanziate per l’incentivo ammontano a 310 milioni di euro, venendo suddivise per un 70% tra i finanziamenti agevolati e per un 30% tra le garanzie, a sua volta suddivise tra una riserva del 30% per gli interventi riguardanti reti o impianti di riscaldamento e uno stanziamento del 20% per la concessione di finanziamenti riservati alla PA. Le agevolazioni concesse ai privati sono inoltre cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali nel limite del Regolamento de minimis laddove applicabile, o entro le intensità di aiuto massime consentite dalla vigente normativa dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato. Per quanto concerne la Pubblica Amministrazione le agevolazioni risultano cumulabili con altri incentivi, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo pari al 100 per cento dei costi ammissibili.

I 500 milioni di euro, gestiti da Invitalia sulla base di apposita convenzione con il ministero dello Sviluppo Economico e il ministero dell’Ambiente, è ripartito tra i Comuni italiani in funzione del numero di abitanti residenti in ciascun Comune alla data del 1 gennaio 2018, come di seguito indicato:

Ai Comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 50.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 70.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 90.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 130.000,00;

Ai Comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 170.000,00;

Ai Comuni con popolazione superiore compresa tra 100.001 e 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 210.000,00;

Ai Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro 250.000,00.

 Oggetto del finanziamento

Tra gli interventi finanziabili più rilevanti sono segnalati quelli a favore dell’efficientamento energetico, specialmente per l’illuminazione pubblica, il risparmio energetico degli edifici pubblici, l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e lo sviluppo territoriale sostenibile, a partire dalla mobilità sostenibile, l’adeguamento e messa in sicurezza delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, assieme all’abbattimento delle barriere architettoniche. L’erogazione del contributo avviene in due quote: la prima, pari al 50% del contributo assegnato, a seguito della verifica da parte del Ministero del rispetto del termine di inizio lavori, mentre il saldo, pari alla differenza tra la spesa effettivamente sostenuta per la realizzazione del progetto e la quota già erogata, è corrisposto solo a seguito del collaudo dell’intervento realizzato.

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